Archivio per la categoria Robotica
Arriva in Italia Pleo, il dinosauro del futuro

Pleo
Sta cominciando in questi giorni anche in Italia la distribuzione di Pleo, il piccolo dinosauro robot prodotto dalla Ugobe.
Pleo è già molto famoso negli Stati Uniti, dove ha avuto un successo incredibile e sembra essere il più che degno erede dei noti Furby e Aybo. Il robot “giocattolo”, delle dimensioni di 50 centimetri per un chilo di peso, è studiato per ricevere e dare emozioni interagendo con l’ambiente circostante e con gli esseri umani, in questo modo cresce e si evolve nel tempo; non è facile capire quanto sia reale la sua somiglianza con un animale domestico senza averlo visto di persona, all’apertura della scatola Pleo reagisce come un piccolo appena nato e piano piano inzia a reagire agli stimoli e a prendere confidenza con chi gli sta attorno. Pleo è davvero la forma di vita artificiale più evoluta mai creata per uso domestico, basti pensare che è dotato di 8 sensori epidermici, 4 sensori sotto le zampe, sistema visivo con videocamera, due microfoni e 14 sensori force feedback, il tutto comandato da 2 microprocessori a 32 bit per l’elaborazione centralizzata e delle immagini e 4 sottoprocessori a 8 bit per il controllo motore. Mi sembra chiaro che non stiamo parlando di un giocattolo, ma del primo esemplare di un nuovo segmento di mercato che nel prossimo futuro potrebbe subire una crescita esponenziale.
Pleo è distribuito in Italia dalla torinese E-Motion e fino alla fine di Settembre sarà venduto in esclusiva negli store Mondadori e Fnac, per chi invece volesse dargli un’occhiata più approfondita online, il sito italiano è www.pleoworld.it.
In Corea i grattacieli vogliono farli costruire ai robot
Continua la corsa Coreana per diventare il paese con la più alta penetrazione di robot al mondo, e la prossima sfida sembra essere quella di sviluppare dei robot in grado di sostituirsi agli operai umani nella costruzione di grattacieli e altri edifici in condizioni di pericolo molto elevate.
Il progetto costerà 12 milioni di Euro e promette di creare tutta la filiera necessaria e di sostituire gli operai con i robot entro il 2010, i benefici a detta dei promotori vanno dal risparmio in termini economici e di tempi realizzativi al drastico ridimensionamento degli infortuni nei cantieri; sembra che la tecnologia necessaria sia già disponibile e in ballo ci sono 12 brevetti per realizzare i robot che costruiranno gli edifici del futuro.
Robot Land

Sta per nascere la prima città dei robot; sicuramente adesso molti di voi staranno iniziando ad immaginare scenari fantascientifici alla AI(Artificial Intelligence), con robot di tutti i tipi che vagano per la città vivendo la loro “vita” al fianco degli esseri umani, si è vero, la fantasia galoppa, ma purtroppo (o per fortuna) devo riportarvi alla realtà. Davvero sta nascendo la prima città dei robot, si chiamerà Robot Land e tutto questo avverà al più tardi nel 2009 nella avanzatissima Corea del Sud, Robot Land sarà però un territorio interamente dedicato all’industria della robotica, con tanto di fabbriche, centri di ricerca e di progettazione, e non mancherà neanche uno stadio per ospitare competizioni tra i robot.
Il progetto richiederà un investimento di 530 milioni di dollari e c’è da scommettere che ne renderà molti di più …almeno fino a quando i futuri robo-abitanti di Robot Land non penseranno di chiedere l’indipendenza!
Dove c’è metano c’è vita …forse!

Finora tutti gli esperimenti atti a scoprire l’esistenza di una qualche forma di vita su Marte hanno puntato sulla ricerca dell’acqua, forti della convinzione che dove c’è acqua c’è vita. Adesso però i ricercatori della NASA hanno deciso di puntare in un’altra direzione, cercheranno tracce di metano sul pianeta rosso e lo faranno tramite un drone a reazione. Se il progetto verrà approvato, l’aereo verrà paracadutato su Marte e quando arriverà ad un’altezza di 1,5 Km da terra il razzo di cui è dotato si attiverà, dandogli la propulsione necessaria per sorvolare la superficie del pianeta; a questo punto i sensori inizieranno a rilevare la presenza di metano fino a poche parti per miliardo e saranno anche in grado di determinare la loro provenienza, e la speranza è che si tratti di organismi viventi.
Il progetto è interessante, ma non si sa ancora se e quando verrà approvato, anche perchè non sembra che farà parte della missione prevista per il 2011.
Nano-robots a spasso nelle nostre arterie?

Alcuni ricercatori della NC State University hanno ideato una forma di propulsione che potrebbe essere utilizzata da nano-robots per muoversi all’interno del flusso sanguigno. E’ noto che da alcuni anni si stanno sperimentando dei metodi per poter arrivare con dei robot di piccolissime dimensioni all’interno del corpo umano, per poter effetuare analisi e cure in modo molto più mirato ed estremamente meno invasivo; i problemi da risolvere sono legati alla costruzione di un robot e di un sistema di propulsione di così piccole dimensioni, ma anche al modo con cui questi dovranno essere alimentati. La soluzione proposta da questi ricercatori è la propulsione a diodi, l’energia viene inviata al piccolo motore in modo remoto, eccitando il suo diodo con un campo elettrico; i problemi da risolvere restano molti, a partire dalle tecnologie costruttive di un simile robot, ma da qualche parte bisogna pur cominciare, no?
Aticolo completo di NewScientistTech.com
Dean Kamen va oltre il Segway
Da alcuni giorni è apparsa in rete la notizia che il famoso inventore e imprenditore americano Dean Kamen, padre del noto Segway, sia al lavoro con la sua azienda Deka per realizzare per conto della DARPA un arto artificiale di nuova generazione, in grado di raggiungere una sensibilità tale da poter facilmente afferrare una penna o strizzare il naso di una persona; questo arto riprenderebbe quasi completamente le caratteristiche di un arto umano e sarebbe comandato da un’interfaccia neurologica.
A queste voci si aggiunge un video che circola in rete e che, pur essendo di bassa qualità, riesce comunque a dare un’idea delle carratteristiche da fantascienza che avrebbe raggiunto questa invenzione.
In Corea il motto è: “Un robot in ogni casa!”

Il Ministero delle Informazioni e Comunicazioni Coreano (MIC) ha lanciato nei giorni scorsi il programma pilota per la campagna “Ubiquitous Robot Companion”, atta a diffondere la presenza dei robot all’interno delle case.
La serie pilota sarà composta da mille esemplari, suddivisi in cinque diversi modelli di robot, che verranno impiegati nelle case coreane; questa prima tornata avrà lo scopo di scovare eventuali difetti dei robot e di impostare nuove funzionalità in vista del prossimo lancio commerciale.
I robot si occuperanno di varie mansioni, come aiutare in casa, controllare i bambini, ordinare la spesa su internet e permettere il controllo dell’abitazione dall’esterno; inoltre quando questi saranno collegati in rete potranno essere aggiornati in ogni momento.
Non ci sono ancora previsioni sulla data del lancio ufficiale di questi prodotti, ma il prezzo per unità dovrebbe aggirarsi intorno ai 1000$.
Il governo prevede che entro il 2020 ci sarà un robot in ogni casa coreana e non solo nelle case, ma anche nei luoghi pubblici, il progetto pilota prevede infatti anche l’inserimento di 20 robot in aeroporti e stazioni ferroviarie per svolgere un servizio di informazione e assistenza.
Il Giappone si ispira ad Asimov per regolare la futura convivenza tra uomini e robot

Il governo giapponese si appresta ad adottare delle regole da imporre alle case produttrici di robot di nuova generazione, l’obbiettivo è quello di tutelare le persone nei rapporti con gli automi che si stanno diffondendo sempre di più all’interno della società. Dalla prima bozza di queste regole si intuisce che l’ispirazione arriva direttamente dal maestro indiscusso della fantascienza Isaac Asimov che nel lontano 1940 cercò di definire il rapporto tra esseri umani e robot, arrivando ad enunciare la prima legge della robotica: “Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno”. La necessità di una regolamentazione di questo tipo può sembrare sicuramente esagerata qui in Italia dove i robot non sono ancora molto diffusi, ma le cose cambiano se ci spostiamo in Giappone, dove alla fine del 2004 erano in uso più di 356mila robot industriali, il numero più alto al mondo; per avere un metro di paragone secondi in classifica sono gli Stati Uniti con “solo” 122mila robot. Si capisce quindi la necessità da parte del governo di Tokyo di regolare questo settore e la cosa risulta ancora più evidente se si pensa che sta per arrivare sul mercato una nuova generazione di automi che andrà a sostiutuire l’uomo nelle attività di assistenza ad anziani e disabili e che quindi si troverà a diretto contatto con gli esseri umani. Ancora una volta la fantascienza degli anni ‘50 sembra potersi trasformare in realtà, in particolare nela paese del Sol levante, ma c’è da scommettere che in pochi anni questo problema verrà affrontato anche da noi.
